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Materiali

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    • Philippe Mesnard, Yannis Thanassekos (a cura di), La zone grise entre accomodament et collaboration, Bruxelles: Editions Kimé, 2010
      Il volume raccoglie gli  atti del seminario tenutosi il 1 aprile 2009 a Bruxelles, organizzato dalla Fondation Auschwitz in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura.
      Pubblichiamo, tradotta, la prefazione Una nozione che fa pensare, a cura di Philippe Mesnard e Yannis Thanassekosla e l'originale, Une notion qui donne à penser, in lingua francese.
       
    • Lettera di Primo Levi allo scenografo Gianni Polidori del 16 agosto 1966, con indicazioni per la versione teatrale di Se questo è un uomo e disegni degli abiti, delle calzature e degli oggetti dei deportati di Auschwitz (Archivio «La Stampa»).

    Sugli appunti, gli schizzi e la lettera a Polidori custoditi presso il Museo dell'attore di Genova ed esposti a Torino al Teatro Carignano in occasione della serata In memoria di Primo Levi, nel decennale della morte gli articoli di Massimo Novelli, Primo Levi, appunti sull'Inferno, «La Repubblica», 22 marzo 1997, p. 36 e Alberto Papuzzi, Levi, La precisione del dolore, «La Stampa», 23 marzo 1997, p. 23.

     

    • Piccolo carteggio tra Primo Levi e una tredicenne, «figlia di un fascista», pubblicato sulla rubrica Specchio dei tempi nel 1959, in seguito alla mostra sulla deportazione allestita a Torino a Palazzo Carignano. L’adolescente, colpita dalla durezza delle immagini esposte, chiede se veramente sono successe le cose che ha visto rappresentate. Nella sua risposta Primo Levi, oltre a confermare la veridicità di quanto proposto nella mostra, afferma che «la vergogna ed il silenzio degli innocenti può mascherare il silenzio colpevole dei responsabili». Le due lettere sono pubblicate in Alberto Cavaglion, 1959, Levi risponde alla figlia d'un fascista che chiede la verità, «La Stampa», 20 gennaio 2005, p. 29.     

              

    • La trasparenza della parola, cantata per Primo Levi in nove stazioni. Testi di Emilio Jona, liberamente tratti da Primo Levi. Musica, video ed elettronica di Andrea Liberovici. L'opera, rappresentata in prima assoluta il 16 settembre al Piccolo Regio Giacomo Puccini di Torino, in occasione dei novant’anni dalla nascita di Primo Levi, è un omaggio in nove quadri dedicati allo scrittore.
      Emilio Jona costruisce nove componimenti poetici su altrettante parole chiave – tratte dagli scritti di Levi e proiettate su di un velario applicato nella parte anteriore del palcoscenico –, accompagnati in retroproiezione da un lavoro sull'ombra realizzato da Andrea Liberovici (in collaborazione con il gruppo Controluce Teatro d'Ombre di Torino).
      Il progetto – realizzato da Andrea Liberovici su un'idea del padre, il compositore Sergio Liberovici, e di Emilio Jona – porta in scena un nuovo metodo compositivo che comprende musica e immagini e si avvale per l'esecuzione del Nouvel Ensemble Moderne canadese, diretto da Lorraine Vaillancourt e della partecipazione in audio del Coro di voci bianche del Carlo Felice diretto da Gino Tanasini. 

    Programma di sala
    Recensione di Enrico Fubini pubblicata su «Ha Keillah», XXXIV, 5, dicembre 2009, p. 12

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