
Se in Romania avevo provato un delicato piacere filologico nel gustare nomi quali Galati, Alba Iulia, Turnu Severin, al primo ingresso in Ungheria ci imbattemmo invece in Bekescsaba, cui fecero seguito Hodmezovasarhely e Kiskunfelegyhaza. La pianura magiara era intrisa d'acqua, il cielo era plumbeo, ma sopra ogni cosa ci rattristava la mancanza di Cesare.
La tregua [1963], in Opere, p.385.