
"Attraverso campagne ancora estive, attraverso cittadine e villaggi dai barbarici nomi sonanti (Ciurea, Scantea, Vaslui, Piscu, Braila, Pogoanele) procedemmo ancora per vari giorni verso sud, a minuscole tappe: vedemmo sfolgorare, la notte del 23 settembre, i fuochi dei pozzi petroliferi di Ploesti; dopo di che il nostro misterioso pilota prese per ponente, e il giorno dopo, dalla posizione del sole, ci accorgemmo che la nostra rotta si era invertita: stavamo navigando nuovamente verso nord. Ammirammo, senza riconoscerli, i castelli di Sinaia, residenza regale."
La tregua [1963], in Opere, I, p. 379.