
"L'Austria confina con l'Italia, e St. Valentin non dista da Tarvisio più di trecento chilometri; eppure il 15 ottobre, trentunesimo giorno di viaggio, attraversavamo una nuova frontiera ed entravamo a Monaco, in preda a una sconsolata stanchezza ferroviaria, a una nausea definitiva di binari, di precari sonni su tavolati di legno, di sobbalzi, di stazioni; per cui gli odori familiari, comuni a tutte le ferrovie del mondo, l'odore acuto delle traversine impregnate, dei freni caldi, del carbone combusto, ci affliggevano di un disgusto profondo. Eravamo stanchi di ogni cosa, stanchi in specie di perforare inutili confini.
Ma per un altro verso il fatto di sentire per la prima volta sotto i nostri piedi un lembo di Germania: non di Alta Slesia o di Austria, ma di Germania propria, sovrapponeva alla nostra stanchezza uno stato d'animo complesso, fatto di insofferenza, di frustrazione e di tensione".
La tregua [1963], in Opere, I, p. 392.