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Libri di laboratorio

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    I "libroni neri", come venivano chiamati, sono i due registri di laboratorio della Siva attualmente dislocati presso il Centro internazionale di studi Primo Levi. Si tratta di documenti di grande interesse, perché dal loro studio è possibile ricostruire molti aspetti del lavoro quotidiano condotto nell’azienda di Settimo Torinese in cui Primo Levi ha prestato la sua opera fra gli anni Quaranta e gli anni Settanta.

    L'arco temporale cui si riferiscono i due libri è in parte analogo: il primo, più piccolo per dimensioni e di circa 250 pagine non numerate, va dal 1954 al 1978; il più grande, di 384 pagine numerate, comincia nel 1955 e risulta compilato molto di frequente fino al 1961, quando le annotazioni si fanno sempre più rare, tanto che al periodo fra il 1962 e il 1971 sono dedicate solo dieci pagine.

    Le annotazioni, le formule, le prove di laboratorio risultano spesso riportate sui registri in modo discontinuo e non sistematico da chimici diversi. Il libro più grande mostra però una netta prevalenza della grafia di Primo Levi. Quanto ai contenuti, esso sembra contenere un maggior numero di formulazioni originali, anche se è difficile stabilire tra i due registri una netta distinzione di argomenti.

    Ogni altra considerazione è rinviata a un lavoro di ricerca più sistematico. Qui di seguito riportiamo alcune pagine in cui compare la scrittura di Primo Levi. I libri di laboratorio sono consultabili per intero presso l'archivio del Centro.

    (Con la consulenza di Paola Accati e Renato Portesi)

     

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