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Se questo è un uomo - edizione commentata

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    Se questo è un uomo, edizione commentata a cura di Alberto Cavaglion, Einaudi, Torino 2012.

    A venticinque anni dalla sua scomparsa, Primo Levi è tradotto in almeno 41 lingue in tutto il mondo, ed è considerato uno scrittore a pieno titolo, oltre che un testimone cardinale della Shoah. Il suo libro di esordio, Se questo è un uomo, pubblicato nel 1947 e poi, con aggiunte, nel 1958, è considerato ovunque un classico della letteratura testimoniale nonché della letteratura senza aggettivi. Se ne aspettava perciò una edizione commentata, che dalle sue pagine facesse emergere la ricchezza di rimandi letterari, filosofici, antropologici, religiosi, figurativi che esse contengono, e che possono sfuggire anche al lettore più attento. Il compito è stato affidato a uno studioso, Alberto Cavaglion, che non solo ha avuto la fortuna di frequentare Primo Levi in gioventù, ma che nel corso di oltre vent’anni di studio ha meditato, si può dire, ogni parola di Primo Levi: e, con quelle parole, le loro radici profonde e le loro più lontane implicazioni.

    Promossa dal Centro internazionale di studi Primo Levi, pubblicata dall’editore Einaudi di Torino, l’edizione commentata di Se questo è un uomo a cura di Cavaglion segna una data nel campo degli studi su Levi e – più in generale – degli studi sulla letteratura contemporanea, non solo italiana. Un classico viene offerto a una lettura piena, a una piena attenzione. Cavaglion ci offre le parole di Primo Levi accompagnandole con le loro fonti letterarie, filosofiche, religiose, figurative, e con il modo di stare al mondo – di testimoniarlo, di descriverlo, di capirlo – che attraverso quelle parole ha trovato espressione. Il suo commento è stato costruito in stretta collaborazione con il Centro studi Primo Levi, che ha allestito gli apparati e gli indici del volume affidandoli a Daniela Muraca. L’apparato comprende un indice dei nomi e dei luoghi, un indice delle fonti, un indice delle altre opere di Primo Levi menzionate nel commento.

    Se nella poesia da lui collocata in epigrafe a Se questo è un uomo Levi scrisse il verso «Vi comando queste parole», Alberto Cavaglion lo potrebbe parafrasare, con umiltà ma anche con orgoglio, così: «Vi restituisco queste parole».

     

    «Il mio commento all’opera è stato concepito come un umile lavoro di servizio, vòlto soprattutto a scavare, da una parte, dentro la ricca miniera letteraria dalla quale provengono molte parole, molte espressioni di Se questo è un uomo: una miniera in cui il minerale-Dante sta accanto alla gemma-Baudelaire, per fare un solo esempio della diversità fra i materiali. Per un altro verso, questo commento esplora le relazioni che intercorrono fra le strutture linguistico-grammaticali (per esempio, i frequentissimi ossimori e, soprattutto, le ripetute congetture, i molti periodi ipotetici) e una visione del mondo che si presenta “nemica di ogni infinito”, affascinata ma al tempo stesso sospettosa sia di fronte all’estremo dei dèmoni e dei degeneri, sia di fronte all’altro estremo dei martiri e dei santi».

    Dalla Presentazione di Alberto Cavaglion

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