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Olandese

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    Copertina di “Is dit een mens”, Meulenhoff, 2007

     

    Le prime traduzioni di Primo Levi nei Paesi Bassi risalgono già agli anni Sessanta: del 1963 è Se questo è un uomo (De Arbeiderspers) e del 1966 La tregua (Nelissen). La tiratura del primo è stata di ben 10.000 copie, come nella prima edizione tedesca. È stato però nella seconda metà degli anni Ottanta che l’opera di Primo Levi ha conosciuto una maggiore diffusione: rispettivamente nel 1987 e nel 1988 sono uscite le nuove traduzioni di Se questo è un uomo e La tregua (entrambi con titoli più fedeli all'originale rispetto alle prime edizioni), entrambe di Frida Vogels, per la casa editrice Meulenhoff, che da quel momento è stato l’editore quasi unico di Primo Levi nei Paesi Bassi.  

     

    Tra il 1987 e il 1991 sono state pubblicate quasi tutte le monografie di Primo Levi; negli anni Novanta sono anche uscite diverse raccolte di racconti, soprattutto fantastici. Nel 2001 tutti i racconti, molti dei quali tradotti per la prima volta, sono stati raccolti nel volume Alle verhalen del 2001. Alcuni saggi sono antologizzati in De spiegelmaker (1991); altri  come ad esempio La ricerca delle radici, il Rapporto steso con Leonardo Debenedetti, gli articoli apparsi su «La Stampa»  rimangono ancora non tradotti.

    La casa editrice Meulenhoff è titolare unico nei Paesi Bassi dei diritti sull’opera di Primo Levi, di cui produce ristampe regolari, soprattutto di Se questo è un uomo, La tregua e Il sistema periodico; quest’ultimo sull’onda del grande successo negli Stati Uniti.

    I traduttori di Primo Levi sono stati in particolare Frida Vogels e poi Martin Asscher anche editor di Meulenhoff e l’italianista Reinier Speelman.  

     

    Primo Levi si spese attivamente per la pubblicazione nei Paesi Bassi delle sue opere. Dopo la diffusione di Se questo è un uomo entrò in contatto con l’olandese Ezra Ben-Gershom, che incoraggiò a scrivere il suo memoir David, e con il giornalista Rolf Orthel. Questi, dopo aver coinvolto lo scrittore torinese nella produzione di un documentario sul medico di Auschwitz Eduard Wirths, gli spedì una copia in olandese di De nacht der Girondijnen di Jacob Presser: Levi apprezzò talmente il libro da decidere di tradurlo in italiano, senza conoscere l’olandese ma valendosi della sua familiarità con l’inglese e il tedesco.

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