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Tedesco

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    Copertina di “Ist das ein Mensch”, dtv, 2005

     

    Repubblica Federale Tedesca

    La Germania Ovest è stato il secondo paese in cui è uscita un’opera di Primo Levi: Ist das ein Mensch? traduzione di Se questo è un uomo, è stato pubblicato nel 1961 per Samuel Fischer editore. Sono seguiti La tregua (1964), un’antologia delle Storie naturali (Die Verdopplung einer schönen Dame und andere Überraschungen, 1969) e Il sistema periodico (1979); nel 1986 Hanser ha pubblicato Se non ora, quando?. A oggi il corpus leviano è tradotto in tedesco in modo piuttosto completo, anche se non esiste ancora una raccolta monografica di tutte le opere e le pagine sparse. I racconti e i saggi sono antologizzati, con una completezza del 60% circa.

    Il primo editore di Primo Levi è stato Samuel Fischer, di origine ebraica e già editore di Thomas Mann. La tregua è poi passata ai tipi dell’amburghese Wegner, che ha pubblicato anche i racconti di Die Verdopplung; nel 1984 Michael Kruger, agente letterario della casa editrice Hanser, di Monaco, ha offerto a Primo Levi di ripubblicare tutti i suoi libri, stipulando un contratto di esclusiva quasi totale. Da quel momento la maggior parte delle opere di Primo Levi risultano pubblicate da Hanser, con licenze annuali anche alla collana di tascabili Dtv. Il Rapporto su Auschwitz tuttavia è stato pubblicato dalla casa editrice BasisDruck (2006), a cura e con annotazioni di Philippe Mesnard e con traduzione di Martina Kempter.

    La traduzione di Se questo è un uomo è a firma di Heinz Riedt, disertore dalla Wehrmacht nella seconda guerra mondiale unitosi poi ai combattenti della Resistenza sui colli Euganei: «un tedesco anomalo», come Levi lo definiva. Primo Levi verificò capitolo per capitolo la fedeltà della traduzione, con l’aiuto di un amico tedesco, forse l’avvocato Rudolf Loewenthal [Thomson : 287]. Del risultato egli rimase alla fine molto soddisfatto, tanto che chiese a Einaudi, dopo la traduzione de La tregua a cura di Barbara e Robert Picht, che non aveva pienamente apprezzato, di inserire nei contratti con gli editori tedeschi l’obbligo di rivolgersi a Riedt. La richiesta, però, non fu accolta: così, dopo Riedt e i coniugi Picht, si succedettero vari traduttori, fra cui l’allieva di Riedt Barbara Kleiner, il poeta Moshe Kahn, l’intellettuale della Ddr Joachim Meinert.

     

    Repubblica Democratica Tedesca

    Nella Repubblica Democratica Tedesca arrivarono solo due opere di Primo Levi: Die Verdopplung einer schoenen Dame, nel 1972, per Reclam, e Das Periodische System, pubblicato da Aufbau Verlag nel 1979, con otto anni d'anticipo sulla Rft e, nelle parole di Primo Levi, «distrutto dalla censura». La prima edizione tedesca de Il sistema periodico, tradotta da Edith Plackmeyer, fu infatti pesantemente emendata di molti riferimenti alla vita nei Lager. [Thomson : 443] Una sorte simile sarebbe dovuta toccare a Se questo è un uomo e La tregua all'inizio degli anni Ottanta, quando, dopo un ennesimo dibattito tra gli editor, Aufbau Verlag mise in cantiere la pubblicazione di un volume contenente le due opere.

    Già negli anni Sessanta c'erano state discussioni, nelle due principali case editrici di regime che pubblicavano libri tradotti, Aufbau e Volk&Welt, sull'opportunità di fare uscire Se questo è un uomo e La tregua. Del 1964, ad esempio, è una nota di lettura interna a Volk&Welt in cui l'editor Joachim Meinert, poi sostenitore dell'opera leviana, si pronunciava contro la pubblicazione de La tregua: l'immagine dell'Unione sovietica ebbe a dire non corrispondeva «a quella che vogliamo dare e rinforzare». [Mesnard 2008 : 113].

    Nei primi anni Ottanta, Meinert, passato ad Aufbau, tentò di promuovere la pubblicazione de La tregua insieme a Se questo è un uomo. Sarebbe però stato necessario rivedere «alcuni passaggi problematici» [Mesnard 2008 : 113], come quelli riguardanti i prigionieri politici, che bisognava invece definire genericamente «detenuti». Levi si disse d'accordo [Mesnard 2008 : 113] ad apportare al testo alcune modifiche. Nell'estate del 1981 sarebbe dovuto arrivare un Druckgenehmigungverfahren, il permesso alla pubblicazione, ma quel documento si fece attendere fino al 1982, quando però fu subito revocato: il comitato dei Widerstandkaempfer (un'istituzione culturale che nella Ddr era preposta a vagliare le nuove opere) giudicò Se questo è un uomo «un'accusa mostruosa» alla lotta eroica dei combattenti antifascisti di tutte le nazioni [Mesnard 2008 : 114]. A seguito del generale ammorbidirsi della censura dopo il manifesto degli scrittori della Ddr (firmato al loro decimo congresso, nel 1987), fu semplificata la procedura di approvazione delle nuove opere, tanto che Aufbau mise in cantiere per il 1990 un volume triplo contenente Se questo è un uomo, La tregua e I sommersi e i salvati; intanto Joachim Meinert stava lavorando dal 1988 a una raccolta di racconti da Lilith. Nessuna di queste opere vide la luce.

     

    Lettere di tedeschi la ricezione in Germania

    Nell’ottavo capitolo de I sommersi e i salvati, intitolato Lettere di tedeschi, Primo Levi racconta della ricezione in Germania di Se questo è un uomo, definendo i tedeschi «i veri destinatari dell’opera»; alla reazione di alcuni cittadini della Germania Ovest, che gli scrissero dopo la lettura di Ist das ein Mensch?, è dedicata gran parte del capitolo, a cui mette conto rinviare. Una di queste corrispondenze si protrasse più a lungo: quella con Hety Schmitt-Maas, bibliotecaria di Wiesbaden. Su richiesta di Levi, lei lo mise in contatto con un ingegnere che al tempo del Lager aveva lavorato alla I.G. Farben, Ferdinand Meyer. Meyer e Levi si scambiarono sei lettere [Thomson : 326 - 331] e stabilirono anche di vedersi: l'incontro però non arrivò mai, perchè l'ingegnere tedesco morì improvvisamente.

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