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Ungherese

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    Copertina di “Ember Ez? / Fegyvernyugvàs”, Europa, 1995

    Alla fine degli anni Sessanta, la rivista letteraria Nagy Vilàg aveva pubblicato una traduzione in ungherese de Il versificatore; nel 1974, sulle sue stesse pagine, erano comparsi alcuni racconti dello scrittore torinese.

    Le opere in volume sono state tradotte in ungherese a partire dagli anni Novanta, quando sono usciti, tutti per i tipi della casa editrice di Debrecen Europa, e con traduzioni di Jànos Betlen e Gizella Magyaròsi, I sommersi e i salvati (1990), Se questo è un uomo (1994) e La tregua (1995). Gli ultimi due sono poi stati ripubblicati in un volume unico. Nel 2009 è uscita, per i tipi di Luna Konyvek,una raccolta di racconti, che comprende testi narrativi tratti da Storie naturali, Vizio di forma, Il sistema periodico, Lilìt e L’ultimo Natale di guerra, nelle traduzioni di Éva Faragó, Mária Peredi, Vera Székács e Ferenc Szénási. Il volume è corredato da una conversazione di Vera Székács con Primo Levi, realizzata nell’ottobre 1985 e apparsa originariamente nella rivista «Nagyvilág» di Budapest nel giugno 1987; è stata tradotta parzialmente in italiano, col titolo "Primo Levi: il sorriso necessario", in «La Stampa», 5 giugno 1992. Sempre nel 2009 SzéKacs Vera ha pubblicato Il sistema periodico, con traduzione di Elena Sanna e prefazione di Piero Angela.

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