Centro Internazionale di Studi Primo Levi > Web > Italiano > Contenuti > Scienza > Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi

Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi

    Indice (TOC)
    Nessuna testata

    La scultura "Il Guardiano", di Antje Rieck. Foto di Antje Rieck

    In occasione di ESOF, evento internazionale che, a Torino dal 2 al 7 luglio 2010, ha coinvolto oltre 4000 scienziati, ricercatori, amministratori e divulgatori,  il Centro internazionale di studi Primo Levi, con la collaborazione e il patrocinio della Città di Torino e il sostegno di Intesa Sanpaolo, ha presentato Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi, lettura scenica prodotta dal Teatro Stabile di Torino, per la regia e l'interpretazione di Valter Malosti, direttore della Scuola del Teatro Stabile di Torino.

    L'inedita selezione di testi a tema scientifico, curata da Domenico Scarpa, critico e docente universitario, è andata in scena alla Cavallerizza Reale dal 2 al 4 luglio, in un'essenzuale e suggestiva cornice arricchita dalla scultura Il guardiano dell'artista tedesca Antje Rieck.

    "Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi"; Foto di Antje Rieck

    Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi dà voce a uno scambio intenso e unico: con il suo linguaggio nitido, ironico, aperto alle meraviglie dell’universo, Primo Levi risponde alle domande di un intervistatore informato e congeniale: gli racconta della sua vocazione scientifica, della sua vita di testimone del Lager, della sua esperienza come narratore e come tecnico di laboratorio.
    Il dialogo attraversa, con gli accenti della letteratura più alta, le scoperte e le emozioni del giovane chimico attratto dai segreti della materia, le dolorose perversioni imposte al sapere scientifico nel laboratorio di Auschwitz, le gioie e le sfide del lavoro ben fatto, gli spazi avventurosi e senza tempo dell’infinitamente piccolo. Tutto ciò viene reso accessibile grazie a un intreccio di parole che appartengono a Levi: il dialogo consiste infatti in un montaggio, realizzato da Domenico Scarpa, di brani prelevati dai suoi libri.
    Primo Levi portava impresso sulla pelle il segno del suo essere un chimico, per professione e per passione profonda. Quel segno era visibile anche nella sua scrittura. Ora, leggere la sua opera in questa chiave ci aiuterà a scoprire aspetti inediti e illuminanti della relazione, più intima di quanto non siamo abituati a credere, fra l’universo della scienza e quelli, per lui non meno necessari, della fantasia e dell’etica.

     

    Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi è stato stampato da Einaudi in edizione fuori commercio.

     

    Centro Internazionale di Studi Primo Levi - Tutti i diritti riservati

    Partner-Polo_del_900.png

    Powered by MindTouch Core