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I mondi di Primo Levi

    Indice (TOC)
    1. 1. Una strenua chiarezza

    Una strenua chiarezza

     

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    Ogni parola evidenziata rimanda alla rispettiva pagina in Approfondimenti linguistici. La sezione contiene un lemmario dei termini più significativi e rilevanti nell'opera di Primo Levi, i quali vengono inoltre messi in relazione con le diverse parti della mostra.

    Mostra "I mondi di Primo Levi - Una strenua chiarezza", Torino 21 gennaio - 6 aprile 2015, Palazzo Madama, Piazza Castello. Foto di Alessandro Talarico, copyright Centro Studi Primo Levi

    Mostra "I mondi di Primo Levi - Una strenua chiarezza", Torino 21 gennaio - 6 aprile 2015, carro del tipo usato per i convogli della deportazione. Foto di Alessandro Talarico, copyright Centro Studi Primo Levi

    Mostra "I mondi di Primo Levi - Una strenua chiarezza", Torino 21 gennaio - 6 aprile 2015, panoramica della corte di Palazzo Madama. Foto di Alessandro Talarico, copyright Centro Studi Primo Levi


    Seguire le parole e i racconti di Primo Levi, chimico e scrittore, testimone e inventore, significa fare diverse volte, e in diversi modi, il giro del mondo.
    Diventato narratore per un intimo impulso dopo essere precipitato in uno degli abissi della storia, Auschwitz, e ricondotto alla scrittura per dar conto del suo riemergere alla vita, Levi ha poi usato il suo italiano limpido e ammaliante per narrare altri universi di cui pure e in altro modo era testimone privilegiato. Ha insieme inseguito e fabbricato le avventure di un tecnico piemontese e globale, l'operaio montatore Tino Faussone, da Torino agli estremi della terra. Si è cimentato con l'arte della finzione, da un genere "popolare" come la fantascienza al romanzo. E in un tour de force letterario ineguagliabile e appassionante ha emulato la natura stessa per ricostruire la tavola degli elementi di cui come chimico era abituato ad apprezzare l’essenziale semplicità, fino a seguire le traversie nel tempo e nello spazio del germe della vita, un atomo di carbonio.

    Il senso di una mostra su Primo Levi non sta nel raccontare con altre parole quello che il grande scrittore ha saputo così bene narrare con le sue. Sta nell'usare l'arte del suo Faussone – il protagonista della Chiave a stella -, il montaggio, per mettere insieme linguaggi diversi (fatti di opere artistiche e di video, di documenti e ancora di parole, incluse quelle che arrivano dalla voce stessa, limpida e inconfondibile, dello scrittore) per condurre il visitatore a incontrare i tanti mondi di Levi e farne il periplo. Sta nel fargli scoprire la coerenza che lega insieme tante avventure letterarie apparentemente distanti l'una dall'altra: i toni duri ma sempre pacati della testimonianza dell'orrore, quelli quasi mozartiani del viaggio nella materia fino all'umorismo di altre narrazioni. Sta nel portarlo dentro il laboratorio della scrittura per visitare il mondo che è al centro di tutti gli altri, quello personalissimo di uno dei grandi della cultura del Novecento.

    La mostra si snoda in Palazzo Madama, che già aveva visto Levi negli anni Cinquanta protagonista delle prime testimonianze di uno sterminio di cui il mondo faticava a prendere coscienza. Conduce prima il visitatore nell'infinitamente piccolo dell'atomo di carbonio, accompagnato da un'interpretazione personalissima d'artista, per poi precipitarlo nel viaggio agli inferi di Auschwitz. Qui è guidato dalle parole di Levi, ma anche da una documentazione che aiuta a capire come quel nome un tempo sconosciuto sia diventato essenziale alla coscienza dell'umanità moderna e, insieme, un problema irrisolto su cui lo scrittore continuò a interrogarsi fino alla fine. E poi c'è la chimica: quella narrata, personale e fantastica, del Sistema periodico, che si dà da leggere proprio sulla tavola di Mendeleev, e quella vissuta in una vita di professionista innamorato del suo lavoro. E poi ancora altri lavori, di cui Levi era appassionato e curioso: lavori di operai con cui sapeva condividere conversazioni ed esperienze o forme di bricolage di mani e materiali tra arte e sperimentazione. Solo alla fine, come i titoli di coda di un film, l'esposizione cronologica della biografia riunisce nelle tappe di una vita i tanti mondi attraversati nel corso della visita.

    La mostra è suddivisa in sei sezioni:
    1. Carbonio
    2. Il viaggio verso il nulla / il cammino verso casa
    3. Cucire parole
    4. Cucire molecole
    5. Homo Faber
    6. Il giro del mondo del montatore Tino Faussone

    Approfondimenti linguistici

     

    A latere della mostra, e per una sua maggiore valorizzazione, è previsto un fitto programma di eventi e iniziative, rivolte a tutta la cittadinanza.

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