
Il 15 marzo 2010 il MIUR ha pubblicato la prima bozza dei programmi di studio per i licei.
Nell’ultimo anno di studio gli obiettivi delle materie umanistiche si concentrano sull’analisi del cosiddetto secolo breve, il Novecento. Per quanto riguarda la lingua e la letteratura, Manzoni e Leopardi verranno anticipati al quarto anno per fare spazio, al quinto, agli autori della contemporaneità. Nell’anno della maturità specificano infatti i nuovi programmi, si dovranno affrontare Verga, Pascoli, Carducci, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Montale, Ungaretti, Saba e altri autori a scelta della lirica post-ermetica, Calvino, Primo Levi, Fenoglio, Gadda e altri autori a scelta dalla stagione neorealistica ad oggi con possibili letture anche di pagine dei maggiori dialettali dell’Ottocento e del Novecento, come Porta e Belli.
«Per la prima volta», spiega Max Bruschi, a capo della cabina di regia ministeriale che ha lavorato alla riforma dei licei, «c’è il tentativo di costruire un piccolo canone del Novecento. Perché non è più possibile che ci si fermi a Ungaretti e Montale e si dimentichi tutto il resto».