
Dal 23 al 27 giugno 2010 si è tenuto a Istanbul il quarto di una serie di convegni dedicati alla letteratura italo-ebraica e organizzati da un gruppo di ricercatori e ricercatrici residenti in vari paesi fra cui l’Olanda, l’Italia, il Canada, la Polonia e l’Australia.
I tre convegni precedenti si erano tenuti nel 2006 a Utrecht (“Scrittori italiani ebrei contemporanei: prospettive generazionali”), nel 2007 a Varsavia (“Scrittori ebrei italiani. Lingua e memoria”) e nel 2008 a Roma (“Memoria collettiva e memoria privata: il ricordo della Shoah come politica sociale”).
Come per i convegni precedenti, l’organizzazione è stata dovuta in gran parte a due studiosi residenti in Olanda, Raniero Speelman e Monica Jansen dell’Università di Utrecht, coadiuvati dalla professoressa Nevin Őzkan dell’Università di Ankara e da un gruppo di italianisti turchi. Speelman ha scritto molto su Levi (il suo ultimo volume, la raccolta di saggi Primo Levi narratore di storie, è uscito ad Ankara nel 2010) e Őzkan, oltre a scrivere su Levi, ha tradotto in turco Se non ora, quando?
Al convegno hanno partecipato altri studiosi di Levi, tra cui la francese Sophie Nezri-Dufour e l’italo-australiana Mirna Cicioni. Due comunicazioni sono state incentrate specificamente su Levi: Cicioni ha parlato della ricontestualizzazione di brani e dichiarazioni di Levi in contesti politici e letterari australiani, e il giovane studioso turco Ilhan Karasubası ha spiegato quali opere di Levi siano state tradotte in turco, da chi siano state lette e in quali termini siano state interpretate.