LeviNeT: che cosa e perché
LeviNeT è un progetto di ricerca ERC Starting Grant, ovvero finanziato dallo European Research Council, per 1.190.000 euro. Ha una durata quinquennale (2022-2027) e si propone di costruire un’edizione digitale open access della corrispondenza di Primo Levi con i suoi interlocutori tedeschi e germanofoni dalla fine degli anni cinquanta alla metà degli anni ottanta; è diretto dalla professoressa Martina Mengoni presso l’Università di Ferrara. L’altro partner del progetto è proprio il Centro Primo Levi, che oltre a lavorare fianco a fianco con il team LeviNeT per l’accesso al materiale d’archivio, ha organizzato e realizzato la mostra Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l’Europa, inaugurata a Torino nel gennaio 2025 e che sarà presentata a Ferrara nel gennaio 2027.
Quello con i tedeschi non è un carteggio tra tanti: è il tentativo di Levi di «capire i tedeschi» negli anni successivi alla pubblicazione di Se questo è un uomo in Germania ovest, e allo stesso tempo è un caso unico di storia culturale europea, quello di un ex deportato che dialoga con il “popolo” dei persecutori; ed è infine la vicenda di un libro che funziona come elemento di rifrazione per alcune domande cruciali sul passato e sul presente europeo.
Le lettere pubblicate nell’epistolario provengono dall’Archivio Privato di Primo Levi, reso per la prima volta accessibile per questa porzione di carte, e da vari archivi europei, pubblici e privati: LeviNeT è anche un lavoro di ricostruzione di biografie e storie, di vicende singole che riflettono i grandi avvenimenti storici del secondo novecento europeo.
L’edizione
Il cuore del progetto è l’edizione digitale delle lettere, ospitata sul portale www.levinet.eu. Fin dal 1963 Levi coltivò l’idea di pubblicare in qualche forma i carteggi con lettrici e lettori tedeschi del suo Ist das ein Mensch?; non essendoci riuscito, nell’ultimo capitolo dell’ultimo libro pubblicato, I sommersi e i salvati, ne propose una una piccola antologia, traducendo lui stesso gli estratti delle lettere. L’edizione digitale LeviNeT si può intendere come lo sviluppo di ciò che è contenuto in potenza in quel capitolo, come un disegno esploso che lo rende graficamente e gli dà corpo. La mappa iniziale, posta nella pagina home del sito, rappresenta questo: Levi al centro e tutti i suoi corrispondenti tedeschi disposti attorno, come una complessa costellazione.
Ogni lettera è contraddistinta da un numero progressivo, eppure l’edizione digitale è per sua natura dinamica e non lineare, quindi ben si presta a rappresentare un oggetto poliedrico e sfaccettato come le corrispondenze “tedesche” di Levi, tutte nate da un medesimo scottante nucleo tematico, ma sviluppatesi poi in direzioni e su registri molto diversi. LeviNet raccoglie almeno tre tipi di scambi epistolari:
1. I carteggi editoriali
- Le lettere con il traduttore tedesco.
Il carteggio con Heinz Riedt è il carteggio originario, quello da cui, nel 1959, nasce tutta la vicenda. Circa duecento lettere per vent’anni di amicizia, nata dal confronto linguistico serrato, ma proseguita in un vero e proprio rapporto privilegiato. Pubblicate per il momento solo in parte e in versione cartacea a cura di Martina Mengoni (Il carteggio con Heinz Riedt, Einaudi, 2024), confluiranno integralmente qui nel 2027.
- Storia di un libro mai pubblicato.
La sezione ricostruisce con precisione una vicenda editoriale intricata di censura nota fino ad oggi solo in parte. L’edizione ospita per intero la corrispondenza tra Levi e due mediatori culturali attivi in Germania Est negli anni Settanta-Ottanta, l’editor Joachim Meinert, della Aufbau Verlag, e lo scrittore Fred Wander, e la correda di un approfondimento e una scheda, nati dallo studio dei pareri editoriali e di vari altri materiali d’archivio inediti.
2. I carteggi con i reduci
- L’«uomo formidabile» e l’«uomo normale di buona memoria».
Per i grandi cambiamenti esistenziali di Levi tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, l’incontro con Hermann Langbein, con i suoi libri e la sua personalità, è tra quelli decisivi. La corrispondenza tra i due testimonia l’ammirazione di Levi per il lavoro di uno dei principali storici dei campi di concentramento, nonché promotore dei processi ai criminali nazisti e animatore dei comitati internazionali di Auschwitz. L’edizione raccoglie le 64 lettere tra i due con numerosi allegati che testimoniano l’attività dei Comitati, e correda i testi di varie schede e approfondimenti, in particolare uno sui processi, uno sull’attività di entrambi come testimoni nelle scuole e uno che indaga il mutare del punto di vista leviano sulla resistenza in Lager, su cui l’incontro e l’opera di Langbein hanno avuto un peso decisivo.
- Il rabbino Mendi, compagno di sventure.
Per la prima volta viene pubblicata per intero la corrispondenza tra Levi e Emil Davidovič, noto ai lettori come il «Rabbino Mendi» di Se questo è un uomo. Nel 1965, Davidovič legge Se questo è un uomo e si mette subito in contatto con l’autore. Nasce una corrispondenza che durerà per vent’anni, sino alla morte dello stesso Davidovič nel gennaio del 1986. Le 21 lettere che i due si scambiano non solo testimoniano il forte legame che nacque tra loro nei mesi della prigionia ad Auschwitz. Esse contengono anche una toccante ricostruzione dei destini degli altri membri del Kommando Chimico di Buna-Monowitz: un confronto di memorie e informazioni che rivela aspetti sinora inediti dell’attività di scrittura e testimonianza di Primo Levi. Anche in questo caso a commento delle lettere l’edizione propone un’ampia biografia di Davidovič e un approfondimento sul rapporto di Levi con la lingua tedesca.
3. I carteggi con lettrici e lettori
Per un totale di 31 corrispondenti e 115 lettere, questo è il cuore del capitolo «Lettere di tedeschi» nei Sommersi e i salvati; gli scambi epistolari sono proposti qui per la prima volta nella loro interezza, e corredati da ricerche biografiche condotte sui principali archivi tedeschi e internazionali. Oltre all’identità dei lettori nominati nella piccola antologia dei Sommersi (Wolfram André, Wolfgang Beutin, Brigitte Distler, i Coniugi L. , il giudice S. ed Elisabeth Zilz), gli studi condotti nell’ambito del progetto LeviNeT permettono oggi di conoscere l’universo multiforme dei tedeschi che entrarono in contatto con Primo Levi: studenti, professionisti, ex-deportati, accademici; esperienze umane che restituiscono nel loro insieme uno spaccato vivo e concreto della storia della Germania del secondo dopoguerra. Il portale LeviNeT offre un apparato di schede e approfondimenti dedicati ai fenomeni storici e letterario-culturali più rilevanti, come l’ondata antisemita del 1959-60, la ricezione di Thomas Mann nelle due Germanie, il caso della ditta Topf & Söhne e la rielaborazione del passato nazista nel mondo evangelico.
I curatori
L’edizione e il portale sono stati realizzati da un gruppo di lavoro nutrito ed eterogeneo:
- il team di ricerca dell’Università di Ferrara (Riccardo Curcurù, Alice Gardoncini, Simone Ghelli, Camilla Veneziani), guidato da Martina Mengoni, si è occupato delle ricerche storiche, d’archivio e di contesto; della cura editoriale (trascrizioni, annotazioni, revisioni, taggature testuali e codifica dei file xml/TEI) e di tutti i contenuti originali.
- le traduzioni verso l’italiano e verso l’inglese sono state realizzate da Kate Deimling (FR>EN), Piernicola D’Ortona (FR>IT), Norman Gobetti (EN>IT), Marina Pugliano (DE>IT), Gail McDowell (IT>EN) e Alta L. Price (DE>EN); le revisioni sono a cura di Alice Gardoncini e Martina Mengoni per l’italiano e Andrea Selleri per l’inglese.
- la grafica del sito è a cura di Leonardo Davì e Veronica Vitali dell’Università di Ferrara, mentre il portale e il database sono stati realizzati per LeviNeT da Sautech group.