Gemellaggio Annibale Calini di Brescia e Massimo d’Azeglio di Torino
Due giovani ragazzi, Primo Levi e Alberto Dalla Volta, si incontrano ad Auschwitz e nella brutale realtà del lager riescono a restare umani e ad unirsi in una Amicizia solida e scambievole.
Così due scuole si incontrano, le stesse frequentate da Primo e da Alberto nelle reciproche città di appartenenza, e danno vita oggi ad un Gemellaggio, ad un progetto che mira a tenere salda ed unita quella stessa grande amicizia.
“...e ci confortammo nella fiducia e nell’amicizia che ci univa”
Il progetto “Gemellaggio Annibale Calini di Brescia e Massimo d’Azeglio di Torino”, nato nell’anno scolastico 2025/2026, non è stato soltanto un percorso didattico, ma un incontro di persone e di storie. Al centro di questo cammino ci sono due istituti che, quasi un secolo fa, hanno visto passare tra i propri banchi Alberto Dalla Volta e Primo Levi: due giovani le cui vite si sarebbero intrecciate indissolubilmente nel vuoto atroce di Auschwitz. Piccole indagini storiche ci hanno anche spinto a ricercare i vecchi registri scolastici, custoditi negli archivi degli istituti, relativi agli anni frequentati dai due giovani e ad immergerci nel lavoro della ricerca storico-archivistica.
Il titolo di questo lavoro, “L’amicizia: l’abbecedario tra Alberto e Primo”, nasce dalla volontà di rintracciare i fili di un legame che l'orrore non è riuscito a spezzare. Ci siamo lasciati guidare dalle pagine di “Vite da Ariani” di Guido Dalla Volta e del racconto“Cerio”, nel Sistema periodico, dove Levi descrive Alberto come l’uomo della “buona volontà”, il compagno capace di restare integro nel fango del grazie anche all’incoraggiamento dei nostri Dirigenti Scolastici Melania Stracquadaino e Franco Francavilla, abbiamo avuto il privilegio di guidare i lavori, accompagnando i ragazzi in questo viaggio di incontro e riflessione. Non siamo stati soli: ci hanno aiutato i colleghi curatori degli archivi scolastici dei due istituti, Giorgio Brandone e Tiziana Cerrato; fondamentale è stato il contributo della dott.ssa Roberta Mori e del dott. Matteo Succi del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, che non si sono limitati a fornire un prezioso rigore scientifico attraverso lezioni approfondite sull'amicizia tra Alberto e Primo nel Lager, ma hanno agito come un vero e proprio catalizzatore, facilitando concretamente l'avvicinamento e il dialogo tra le nostre due scuole. Da quel racconto abbiamo estratto 21 parole: un alfabeto minimo, ma essenziale, per decifrare come due ragazzi siano riusciti a farsi scudo a vicenda contro l’annientamento.
Il Progetto non si è fermato alla pagina scritta o alla teoria accademica. Come in un gioco di specchi attraverso il tempo, 42 studenti di oggi si sono messi in gioco. Ventuno ragazzi torinesi e ventuno bresciani si sono cercati, incontrati e ascoltati, stringendo un’amicizia speculare a quella dei loro coetanei di allora.
Il risultato è questo libretto che non intende presentarsi come un elenco di definizioni, ma come un quaderno comune. Tra le distanze accorciate dal digitale e l'emozione degli incontri in presenza, i ragazzi hanno condiviso ricerca, formazione e scrittura. Ogni lettera dell’abbecedario è diventata un mattone per costruire un ponte tra Torino e Brescia, trasformando la memoria di Alberto e Primo in un’esperienza viva, presente, pulsante. Così, in queste pagine, l'amicizia diventa non solo un tema di studio, ma anche un linguaggio con cui le nuove generazioni possono scegliere di raccontare il loro modo di comunicare.
I proff. Monica Felice e Marco Vacchetti