Il tempo che ricomincia. Italia 1946 – Corso di formazione per insegnanti
17, 21, 28 settembre – 5, 12, 26 ottobre 2026
Polo del ‘900 – sala Memoria delle Alpi – corso Valdocco 4/A Torino
durata 12 ore | Modalità ibrida
Si rilascia attestato per riconoscimento dei crediti formativi
Per la frequenza al corso è previsto l’esonero dal servizio (art. 64 CCNL 29/11/2007)
Costo 40 euro (pagabile con Carta del docente)
Iscrizione su Piattaforma S.o.f.i.a. (cod. 105507) e/o inviando mail a ancr.didattica@gmail.com entro il 17 settembre 2026
Il corso nasce da un progetto di ricerca di alcuni enti del Polo del ‘900 sul triennio successivo alla fine della Seconda guerra mondiale, a ottant’anni di distanza dagli eventi, e si focalizza per questa prima edizione sul 1946.
Un periodo di fondamentale importanza nella storia italiana, ancora poco esplorato nella sua complessità: dopo il ventennio fascista, il quinquennio bellico e i venti mesi di guerra civile, gli anni 1946-1948 aprono una stagione di profonda trasformazione istituzionale, politica e sociale, che prepara il lungo periodo di pace e consolidamento democratico del Paese.
Il corso di formazione rivolto agli insegnanti offre contenuti, metodi, fonti e materiali utili per ricostruire e trasmettere in classe il clima politico, sociale e culturale dell’Italia nel 1946. Partendo da alcune semplici questioni come la vita delle persone nell’immediato dopoguerra, il corso affronterà i temi del ritorno dei deportati dai campi di concentramento e di internamento, gli appuntamenti elettorali, così importanti per la portata e le novità che hanno comportato, e il difficile, e purtroppo in parte incompiuto, lavoro di individuazione e punizione dei colpevoli di crimini di guerra.
Programma
- 17 settembre ore 15.30-16.30 | Online
Sessione di benvenuto
Dettagli organizzativi, presentazione del programma e dei formatori, descrizione dei contenuti e degli obiettivi formativi.
Con Enrica Bricchetto, Federica Ceriani, Federica Tabbò e Micaela Veronesi
- 21 settembre ore 15.30-18.00 | In presenza e online
Il ritorno
docente: Roberta Mori
attività laboratoriali: Federica Ceriani
Il tema del “ritorno” trova il suo topos nel viaggio che riporta Primo Levi a Torino. Roberta Mori, attraverso un percorso ragionato che si sviluppa tra le pagine de La tregua, ci accompagna in questo viaggio, presentando luoghi, persone, situazioni ed emozioni.
Federica Ceriani, partendo dalle suggestioni presentate nella cornice teorica, propone un laboratorio didattico che vuole raccogliere la raffinata ricchezza della narrazione di Primo Levi per rielaborarne alcuni passaggi, attraverso un uso incrociato di diversi linguaggi.
- 28 settembre ore 15.30-18.00 | In presenza e online
Vivere dopo la guerra
docente: Fabrizio Loreto
attività laboratoriali: Micaela Veronesi
Il modulo affronta la vita nell’Italia del 1946 a partire dalla condizione materiale e sociale dei lavoratori nell’immediato dopoguerra. Attraverso i suoi studi sulla storia del sindacalismo e delle relazioni industriali, Fabrizio Loreto analizza i problemi del lavoro, disoccupazione, riconversione produttiva, ricostruzione del tessuto industriale e ripresa della rappresentanza sindacale, come chiave per leggere le trasformazioni sociali dell’Italia postbellica.
Micaela Veronesi conduce un laboratorio che, attraverso proposte di lettura e analisi di sequenze di film, mostra come le difficoltà di quegli anni riflettano questioni di più ampio respiro, quali le ferite ancora aperte della guerra, la ricostruzione economica del Paese, e la definizione di nuovi equilibri di genere e di classe.
- 5 ottobre ore 15.30-18.00 | In presenza e online
Tutti (e tutte) al voto
docente: Barbara Berruti
attività laboratoriali: Federica Tabbò
Il voto del 2 giugno 1946 è stato uno snodo fondativo della cittadinanza democratica in Italia. Barbara Berruti approfondisce la straordinaria novità rappresentata dal primo voto esteso alle donne, restituendone il significato politico, sociale e simbolico, sottolineando come il referendum istituzionale e le elezioni per l’Assemblea Costituente si intrecciarono con la conquista, tutt’altro che scontata, del diritto di voto femminile, e con l’ingresso delle donne nella vita pubblica e nella rappresentanza politica del Paese.
Federica Tabbò propone fonti e materiali utili a raccontare in classe questo passaggio come tappa centrale della costruzione di una cittadinanza piena e paritaria nell’Italia repubblicana.
- 12 ottobre ore 15.30-18.00 | In presenza e online
La “mancata” Norimberga
docente: Maria Di Massa
attività laboratoriali: Enrica Bricchetto
Il modulo affronta il tema della mancata giustizia per i crimini nazifascisti commessi in Italia. Prendendo spunto da un progetto di ricerca coordinato dalla docente e dalle sentenze dei tribunali militari italiani, il modulo ricostruirà le ragioni dell’insabbiamento dei processi e dell’occultamento per oltre cinquant’anni di circa 600 fascicoli relativi a crimini di guerra e violenze contro i civili. Verrà inoltre proposto un confronto tra le fonti della giustizia militare e quelle della magistratura straordinaria piemontese (processi per collaborazionismo, 1945-1947), per restituire la complessità e le contraddizioni della risposta giudiziaria italiana nel dopoguerra.
La parte laboratoriale, condotta da Enrica Bricchetto, offrirà ai docenti strumenti concreti per lavorare in classe sulle fonti processuali, favorendo un approccio metodologico basato sui documenti d’archivio.
- 26 ottobre ore 15.30-16.30 | Online
Prima di andare in classe
Un ultimo momento collettivo per tornare sul percorso di formazione fatto e su alcune questioni emerse durante gli incontri. Un debriefing e un’occasione per rilanciare alla pratica didattica laboratoriale sperimentata (o da sperimentare nei prossimi mesi) in classe il confronto su metodi e obiettivi, al di là dei contenuti.
Con Enrica Bricchetto, Federica Ceriani, Federica Tabbò e Micaela Veronesi
A cura di Archivio nazionale cinematografico della Resistenza.
In collaborazione con Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, Centro internazionale di studi Primo Levi, Polo del ‘900 e Istituto nazionale Ferruccio Parri.