Le reLazioni chimiche: progetto multidisciplinare

Le reLazioni chimiche: un progetto multidisciplinare a partire da Il Sistema Periodico di Primo Levi

Le reLazioni chimiche è un progetto multidisciplinare che gli studenti della classe IIE della Scuola Secondaria di Primo Grado “G.G. Belli” - I.C. Parco della Vittoria (Roma) hanno realizzato a partire da Il Sistema Periodico di Primo Levi. 

Questo progetto, in particolare, ha visto la partecipazione dei docenti Roberta Geremia (Lettere), Francesca Devoto (Matematica e Scienze), Eleonora Lanza (Arte) e si è svolto dal mese di dicembre 2024 al mese di maggio 2025. L’occasione per la sua ideazione è stata offerta dalla celebrazione della Festa del Libro, alla quale, ogni anno, tutti i Consigli di Classe dell'Istituto sono chiamati a presentare un prodotto unico, il più possibilmente multidisciplinare e trasversale. La richiesta di quest’anno era un elaborato di qualsiasi natura e forma scaturito dalla lettura di un libro a scelta.

Gli insegnanti hanno quindi pensato di far lavorare gli alunni su un autore che fosse legato in qualche modo a più materie, e la scelta di Primo Levi è stata immediata. Prima di procedere alla progettazione di tutte le fasi del lavoro, per i docenti era già ben chiaro il punto di arrivo: una riscrittura personale de Il Sistema Periodico da presentare ad altre classi, ai genitori, alla comunità scolastica e a tutti gli altri partecipanti alla Festa del libro.

Segue l'UDA realizzata da Francesca Devoto, Roberta Geremia ed Eleonora Lanza.

Introduzione

Vedere nel mondo un ordine, che bisogna cercare di svelare, al di là dell’innegabile mistero, sforzarsi di rendere chiaro il buio e di accedere ai fenomeni (che per loro natura sono intellegibili) con gli strumenti della conoscenza, sembra questa la lezione che ci consegna l’autore de Il Sistema Periodico. E, per giungere ad una conoscenza più personale e più autentica, la necessità di non trascurare alcun ambito dello scibile, anzi, soffermarsi sui vari aspetti di una stessa tematica e cogliere le molteplici sfaccettature di un problema.

Questo metodo di ricerca/conoscenza crediamo abbia un indiscusso valore se applicato nelle nostre classi: quando si studia un argomento da più punti di vista e un tema viene affrontato da docenti diversi, gli apprendimenti possono trovare in ciascun alunno un humus fecondo e quindi radicarsi più in profondità.
Ogni docente coinvolto, infatti, porta la sua storia, la sua sensibilità e creatività, che suscita nel discente maggiore curiosità e interesse.

Contesto

La sfida, in una classe di 26 alunni non omogenea come numero di componenti maschili e femminili e non particolarmente coesa, era di coinvolgere tutti cercando di creare un ambiente accogliente, sviluppando integrazione, senso di responsabilità, autonomia.

A tal fine abbiamo scelto di utilizzare, tra le altre, anche attività in gruppo cooperativo: in tal modo ciascuno si è sentito parte di un qualcosa di più grande (ESSERE CLASSE) e ha collaborato alle varie attività convogliando le proprie energie nel progetto comune e impegnandosi per raggiungere l’obiettivo.

A conclusione del progetto abbiamo potuto apprezzare un maggior grado di autonomia e di maturità da parte di tutti: anche chi era più in difficoltà si è sentito sostenuto dal gruppo e ha ottenuto risultati apprezzabili.

Obiettivi disciplinari

  • Conoscere la tavola periodica e le caratteristiche specifiche di alcuni  elementi
  • Realizzare un modello della struttura atomica
  • Conoscere il periodo storico della II guerra mondiale, la tragedia dell’olocausto, il sistema dei lager
  • Leggere e comprendere, analizzare, con l’aiuto dell’insegnante, testi anche complessi di narrativa
  • Affinare la capacità di sintesi con l’uso anche dello storyboard
  • Scrivere semplici testi (narrativi e informativi) individualmente e collettivamente, anche in formato digitale
  • Usare il linguaggio specifico della disciplina
  • Lavorare in gruppi cooperativi, essere autonomi, saper chiedere e dare aiuto
  • Intervenire nel dibattito aspettando il proprio turno
  • Realizzare un manufatto artistico

Materie coinvolte

  • Scienze
  • Storia
  • Italiano
  • Educazione civica
  • Arte

Materiali e strumenti

  • Libri
  • Quaderni
  • Cartoleria (fogli, cartoncini di varia grandezza, colori)
  • Tessuti e passamaneria
  • Pc portatile/tablet
  • File audio e video
  • Fotocopie fornite dal docente

Spazi

  • Biblioteca
  • Aula dotata di Lim
  • Via Col di Lana, Roma

Fasi di lavoro

1. La Tavola periodica e le caratteristiche degli elementi

Molecole, atomi ed elettroni sono entità astratte prive di appigli nell’esperienza quotidiana dei nostri alunni che difficilmente riescono ad immaginare l’infinitamente piccolo; la chimica, come spesso viene presentata dai manuali, risulta pertanto una disciplina asettica e difficilmente entusiasma i ragazzi delle scuole medie che nel loro immaginario collegano questa disciplina a esperienze di laboratorio con miscugli esplosivi e pozioni magiche. Una narrazione epistemologica con la presentazione di scienziati che hanno fatto scoperte, creato modelli e amato la chimica, come Marie Curie, Mendeleev e Primo Levi, aiuta a rendere questo ambito scientifico più accessibile.

Nel 1868 Mendeleev iniziò a scrivere il suo primo libro, Princìpi di chimica. Il suo progetto prevedeva la sistematizzazione di tutte le informazioni dei 63 elementi chimici allora noti. Lo scienziato russo preparò 63 carte, una per ciascun elemento, sulle quali dettagliò le caratteristiche di ognuno. Ordinando le carte, secondo il peso atomico crescente, si accorse che le proprietà chimiche degli elementi si ripetevano periodicamente.

Ecco che allora gli elementi chimici, nella loro diversità, hanno un nome e un numero atomico associato, ma possono essere classificati e divisi in gruppi con caratteristiche simili, un po’ come le persone.

Un centinaio di elementi, quindi, possono essere imparati a memoria associati ai vari gruppi della tavola periodica in una prassi scolastica molto simile a quella della tavola
pitagorica delle tabelline ma con un fascino inedito che è quello di accedere ad un sapere sconosciuto alla maggior parte delle persone; gli alunni diventano così “alchimisti” e si
riconciliano con il loro immaginario della chimica magica.

Vengono ideate strategie per il rinforzo del metodo mnemonico come la tombola, dove ai numeri estratti casualmente corrisponde il numero atomico degli elementi, scelti dagli alunni a cinquine su delle cartelle da gioco.

Una volta presa dimestichezza con la tavola periodica nel suo insieme, vengono assegnate delle ricerche individuali su uno o due elementi a scelta in base alle proprie curiosità. A volte sono i nomi astrusi (bismuto, stronzio etc.) a determinare la scelta, ma spesso è proprio il numero atomico associato, il nome del gruppo (ad esempio i gas nobili), il simbolo (che magari non corrisponde all’iniziale dell’elemento, come nel caso dell’azoto N e del potassio K), o metalli di cui già si sa qualcosa, come oro, argento e mercurio.

Le informazioni raccolte riguardano: dove si trovano gli elementi in forma molecolare o nei materiali, qual è il loro utilizzo e la storia della loro scoperta.

Viene poi richiesto di rappresentare su dei cartoncini 15cmx15cm (un po’ come le carte di Mendeleev) la struttura atomica dell’elemento secondo il modello di Bohr, con il nucleo al centro composto da protoni e neutroni e gli elettroni negli orbitali. La disposizione degli elettroni nei diversi livelli energetici degli orbitali non è casuale, e il numero nell’ultimo orbitale indica l’appartenenza al gruppo della tavola periodica.

I cartoncini sono quindi disposti in ordine crescente del numero atomico, divisi nei gruppi a formare una grande tavola periodica degli elementi della classe. Gli atomi non sono più qualcosa di astratto, ormai c’è una certa dimestichezza e, per quanto siano invisibili, la loro struttura è riconducibile ad un modello noto: un corpo centrale intorno a cui ruotano elementi più piccoli in orbite circolari, tanti “piccoli sistemi solari” riuniti in una tavola periodica che adorna l’aula scolastica.

2. Primo Levi, chimico prima, durante e dopo l’esperienza del lager

Dopo la fase scientifica del lavoro, in occasione della Giornata della Memoria, viene introdotta ai ragazzi la storia di Primo Levi.

Si inizia con un brainstorming sul periodo storico e sul sistema dei lager. Dopo aver appurato che i ragazzi siano in possesso dei prerequisiti essenziali, si procede con l’incontro diretto con la biografia di Primo Levi, che non viene presentata in modo asettico ma facendo parlare direttamente i testi.

Il primo testo proposto ai ragazzi, con una lettura collettiva, in classe, è Idrogeno, da Il Sistema Periodico. Come noto, si tratta del racconto più autobiografico della raccolta, uno dei più efficaci e adatti a adolescenti della Scuola Superiore di I grado, sia per la suspense (il giovane chimico “alchimista” che, con l’amico Enrico, riesce a vincere la
sfida che si era imposta sperimentando l’elettrolisi), sia perché tratta del tema della propria vocazione (pertanto la sua lettura ci appare consigliabile anche ai fini dell’orientamento dei nostri alunni). La lettura di Idrogeno è funzionale anche a creare spaesamento rispetto a quanto verrà introdotto nella lezione successiva, perché qui Primo
è ancora un giovane liceale che “gioca” con la sua passione e che si sta orientando verso un futuro che gli appare ancora possibile e roseo, nella Torino borghese degli anni ‘30.

L’intento è quello di focalizzare l’attenzione sulla normalità della vita e della vocazione di un ragazzo, che viene poi travolta dalla Storia.
Il secondo brano, tratto dal capitolo L’esame di chimica, di Se questo è un uomo, ci cala al centro della tragedia dell’Olocausto. Dopo la lettura in classe, si commenta insieme quanto letto e si analizzano insieme i vari personaggi descritti; si suddivide poi il testo in sequenze, propedeutiche alla scrittura del riassunto per casa.

3. Carbonio, da Il Sistema Periodico - lettura e storyboard

Il racconto Carbonio rappresenta un unicum: l’autore, per raccontare la storia lunga miliardi di anni di un singolo atomo di carbonio, ha davvero inventato un nuovo linguaggio. Dopo una prima lettura collettiva del racconto, in cui ci si sofferma sulla grande versatilità del carbonio nel ricombinarsi con altri elementi in strutture più o meno durature, come il
calcare di una roccia, la cellulosa di un tronco di cedro del Libano, il glucosio di un acino di uva o una molecola di anidride carbonica fluttuante nell’aria o nei polmoni di un falco, si chiede ai ragazzi, divisi in gruppi cooperativi, di individuare una sequenza delle varie trasformazioni e rappresentarla in una decina di immagini.

Vengono così realizzati degli storyboard, uno per ogni gruppo. Il racconto suggerisce che le peripezie descritte di questo elemento sono solo una parte delle molteplici potenzialità del ciclo del carbonio che attraversa il mondo inorganico e organico con modalità e tempi sempre diversi e imprevedibili.

Gli storyboard prodotti dai gruppi di alunni rispecchiano questa variabilità, con una scelta di sequenze sempre diverse, talvolta frutto di fantasia (pure se verosimili), tecniche di disegno e rappresentazione originali, finali a sorpresa. Il carbonio diventa protagonista di racconti di fantascienza, un astronauta in grado di attraversare mondi diversi. L’invisibile della chimica elementare prende forma e si fa spazio nello scaffolding della conoscenza scientifica dei ragazzi.

4. Primo Levi scrittore-testimone e scrittore-scienziato

Tornando a Se questo è un uomo, un altro brano che viene presentato ai ragazzi, visto che nel programma di II si affronta Dante, è Il Canto di Ulisse. Quello che viene veicolato ai ragazzi è il valore salvifico della bellezza in un contesto tanto degradato, l’importanza dell’avere e trovare in sé le risorse per sopravvivere all’orrore. La figura di Primo che sente l’urgenza di raccontare a Jean (Pikolo) qualcosa di tanto importante, di
tanto elevato, che quasi ansiosamente ricerca nella memoria il verso che sfugge, appare carica di significato: Primo diventa per il compagno l’intellettuale guida, le cui parole (che sono di Dante) mettono a nudo lo stridore tra l’ultima vocazione di ogni uomo (Considerate la vostra semenza:/ fatti non foste per vivere come bruti/ ma per seguir virtute e canoscenza) e l’inferno (!) del Lager.

L’idea di letteratura insita in Levi, che coincide con la possibilità/responsabilità di raccontare tutta la vita del reale, anche l’indicibile, con chiarezza e trasparenza, ci ha portato poi a ritornare sulla raccolta de Il sistema periodico, da cui eravamo partiti.

In una ulteriore lezione viene spiegata dalla docente l’ossatura del libro; quel che si mette in evidenza è la capacità di Levi di sfruttare tutte le varie possibilità simboliche della chimica per costruire racconti autobiografici o di finzione che partono per analogia o per contrasto da una caratteristica evocata dall’elemento a cui il racconto è intitolato.

Riguardo allo stile, i ragazzi vengono condotti a riconoscere e quindi ad apprezzare la trasparenza e la chiarezza della prosa di Levi, la precisione lessicale che ben sembra adattarsi alla sua natura di scienziato. Tutto il suo lavoro sembra un esperimento creativo tenuto sotto rigoroso controllo, proprio come un esperimento di laboratorio, come nel caso già noto ai ragazzi di Carbonio.

Successivamente si cerca di indagare insieme il modo nel quale Primo Levi sceglie, crea, mette in moto i suoi personaggi.
I ragazzi mettono in comune le loro idee (con un brainstorming sulla LIM) e poi le verificano ricordando i personaggi incontrati nelle letture e riflettendo su un nuovo racconto, Argento, ambientato ancora una volta nel campo di concentramento.

Partendo da una domanda stimolo della docente, se ci sia negli scritti di Levi una differenza tra persona e personaggio, si ascoltano le varie risposte dei ragazzi.

Successivamente la docente propone uno stralcio di una bella intervista del 1981, in cui Levi dice che nei suoi racconti ci sono pochi personaggi e molte persone, che ha cercato di riprodurre come una fotografia, ma pur sempre soggettiva. Non esistono - secondo lui - in letteratura né personaggi tutti veri, né personaggi totalmente inventati. È impossibile
sia che l’autore non manipoli la verità, sia che riesca a creare dal nulla. Si usano sempre pezzi di persone che si sono incontrate.

Lo scrittore ha una facoltà magica che è anche il lato più divertente del suo lavoro, di pescare e tirar fuori, selezionare e mischiare frustuli
di persone e farne un personaggio che agisce pensa e vive su carta.

5. Scrittura creativa

Partendo da questo presupposto, si chiede ai ragazzi di scrivere dei racconti il cui protagonista abbia le caratteristiche caratteriali dell’elemento chimico studiato. Il compito, individuale, viene organizzato con delle sezioni di lavoro in classe (per seguire lo sviluppo del racconto in itinere) e altre a casa.

Innanzitutto, i ragazzi devono presentare alla docente un’idea, che poi viene discussa in classe e modificata grazie all’apporto anche dei compagni. Segue una prima scrittura a casa, durante le vacanze di Pasqua, e delle proposte di cambiamento e miglioramento da parte del docente in classe, in modo che tutti possano contribuire.

Dopo una seconda “correzione di bozze”, i lavori vengono raccolti e stampati per poter poi essere collazionati nelle copertine che, contestualmente, vengono realizzate, a gruppi, insieme alla docente di Arte. I lavori dei ragazzi, di cui si pubblicano in questa sede solo alcuni, colpiscono perché sembra che essi abbiano davvero compreso la ricchezza della creatività di Levi. Alcuni di loro hanno infatti scelto di scrivere racconti autobiografici, altri in terza persona, altri infine hanno seguito uno schema simile a quello di Carbonio, facendo parlare direttamente l’atomo che racconta la sua storia.
Colpisce anche che molte delle tematiche affrontate siano relative alla loro quotidianità (bullismo, esclusione, difficoltà adolescenziali).

Questa è la lezione di un classico come l’opera di Levi: è sempre contemporaneo e arriva al lettore secondo una gradualità che nulla toglie alla sua complessità.

6. Realizzazione di libri con rilegature particolari

Usare diversi elementi combinati insieme per creare qualcosa di unico e irripetibile - è un concetto ben chiaro alla chimica e che viene applicato anche per la realizzazione di rilegature artigianali per i testi scritti dagli alunni. I ragazzi vengono divisi in gruppi e ogni gruppo realizza la propria rilegatura contenente i testi di ogni membro del gruppo.
La creazione dei manufatti è realizzata solo piegando, tagliando e incollando svariati materiali: cartoncini pressati, cartoncini colorati, tessuti, feltri, carte decorative, passamanerie, merletti…
Le varie fasi del lavoro richiedono tanto impegno, dedizione e pazienza da parte dei ragazzi (a cui non sono abituati): dalla realizzazione del dorso della rilegatura che collega le due copertine (fronte/retro) e contiene le pagine all’interno del libro; alla realizzazione delle due copertine rivestite da feltri, tessuti e carte decorative incollate su cartoncini pressati; alle rifiniture e ai montaggi per i collegamenti interni del libro; alla decorazione esterna con passamanerie e merletti…
Durante le correzioni la docente nota inizialmente avvilimento e frustrazione nei volti dei ragazzi, quando suggerisce loro di rifare il lavoro da capo o in parte, a causa delle innumerevoli imperfezioni, ma durante le ultime fasi, si accende una luce diversa nei loro occhi, finalmente prevale la voglia di fare sempre meglio e realizzare un lavoro perfetto. I ragazzi sono finalmente soddisfatti e compiaciuti dei loro lavori.

7. Il testo informativo come strumento di valutazione e metacognizione

Quasi arrivati alla conclusione del percorso, oltre alle valutazioni individuali e di gruppo (queste ultime ottenute anche con delle schede di osservazione del lavoro in classe), i docenti decidono di far scrivere delle relazioni ad ogni singolo studente, in cui debbano raccontare l’iter del
progetto nelle sue varie fasi, soffermandosi sulle attività che hanno gradito
maggiormente, le difficoltà incontrate, le competenze acquisite.
Si procede con una lezione su come si scrive una Relazione di un’attività
pluridisciplinare. Dopo aver illustrato la procedura e la rubrica di valutazione con un power point, i ragazzi sono invitati a ricordare insieme le varie fasi del lavoro e quanto emerge da questo braistorming viene scritto, attraverso parole chiave, sulla LIM.
Sempre insieme si redige uno schema-tipo della relazione. Infine, ogni studente scrive in classe la propria relazione che le docenti di Lettere e Matematica e Scienze correggono e valutano.

8. Trasformare la relazione individuale in un testo collettivo per relazionare quanto fatto alla Festa del libro

L’ultima fase prima della festa del libro prevede un momento di scrittura collettiva. Da tutte le relazioni i ragazzi stessi scelgono le frasi più interessanti e le collazionano. Il documento così realizzato servirà poi ai vari gruppi per relazionare ai genitori e agli altri esterni le varie fasi del progetto durante la presentazione in occasione della Festa del libro.
Si tratta a questo punto di scegliere il titolo da dare al progetto, che deve essere accattivante, visto che si intende far partecipare il lavoro al Concorso della Scuola sulla copertina più bella. Un compito non semplice, se si considera che bisogna dare un nome ad un lavoro che è costato ai ragazzi parecchia fatica e su cui si sono impegnati per tutto il secondo quadrimestre. Anche in questo caso, per coinvolgere gli studenti, ogni loro proposta viene inserita in un cloud sulla LIM e, solo dopo che tutti si sono espressi, si procede per votazione.
La scelta (Le reLazioni chimiche) convince subito per l’uso del gioco di parole, che tanto sarebbe piaciuto a Primo Levi, e perché evoca l’infinita possibilità di legami, reazioni e relazioni che due ambiti come la Chimica e la Letteratura possono schiudere.

 

 

Compito di realtà

Il compito di realtà richiesto ai ragazzi ha previsto la scrittura individuale di racconti poi raccolti in rilegature effettuate a gruppi e presentate alla Festa del libro 2025, nell’ambito della manifestazione organizzata dalla nostra scuola nella via pedonale davanti alla sede di Via Col di Lana.
Tale attività ha consentito agli alunni di usare conoscenze, abilità e competenze sociali e comunicative per esporre le proprie conoscenze e il proprio pensiero e illustrare i lavori non solo ai professori e alle altre classi dell’Istituto, ma anche ai genitori e ad altri avventori, riuscendo quindi a trasferire quanto appreso ad una comunità ben più ampia di quella a cui sono solitamente abituati (LA SCUOLA SI APRE AL TERRITORIO).

In occasione di questa celebrazione, il lavoro dei ragazzi è stato considerato meritevole di uno dei premi del concorso indetto dall’Istituto sulla copertina più bella!


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